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L'ANIMA MANGIA |
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Poesia dell’assillo di vivere e di amare, questa della Barletta, replicata per metafore e ritmi certi,
martellanti come l’atto volon-taristico che li genera nella misura breve sa porsi come energia dell’uomo dentro le spire della necessità e affermare la sua forza primigenia
dentro l’irrimediabile niente, la Calabria sentendo come prigione ed elemento di compressione di un ego in cui volteggiano i fantasmi della sfrenata libertà. La componente
erotica che ne risulta è perciò, a ben vedere, una tormentosa rivalsa sulla strenua e inutile consistenza dell’essere che si sa intriso di pene e tormenti, e che è reso oggetto
di una compensazione psicologica che ha nella rappresentazione favolosa, grottesca e orrida, il suo sbocco più naturale. Perciò streghe, fate, |
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serpenti, specchi, elementi della natura e cosmici sono
l’armamentario allegorico di situazioni e stati d’animo che si ripetono e si rincorrono infinite volte in un caleidoscopio di attimi fuggenti in cui la poetessa esprime
l’ambivalenza dell’io sotto gli opposti simboli e attraverso contrasti proiettivi del sé in cui essa è di volta in volta angelo e demonio, fata e strega, turchino e rosso
scarlatto, serenità e dolore, luce e buio.
(Gennaro Mercogliano)
Caterina Barletta è nata a Catanzaro il 18 marzo 1969 e vive a Cotronei (KR). Dopo la maturità classica, lavora presso centri assistenziali per disabili, approfondendo la
sua competenza professionale attraverso studi specifici . E’ presente in alcune antologie di poeti contemporanei. Sue poesie appaiono su varie riviste, tra cui “Poesia”
(Crocetti). “L’anima mangia” è la sua opera prima. |
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